Dimensioni: 19 x 12,9 cm
Data: 1629
Tecnica: Incisione
Collocazione
Metropolitan Museum of Art, New York
Autore
Abraham Bosse (Tours 1604 – Parigi 1676)
Soggetti
Calzoni, Camicia, Farsetto (giubbetto, zupone), Gala, Merletti (pizzi o trina), Passamaneria, Stratagliata (crevé, trinciato), Guanti, Stivali, Budrière, Mantello, Barba alla Henri-Quatre, Cappello alla Rubens (alla Rembrandt)

Descrizione
Il nobiluomo francese è ritratto nello spavaldo atteggiamento dei moschettieri del XVII secolo. L’uomo indossa un abito dalle forme voluminose e abbondanti, ricco di dettagli e particolari: il gonfissimo farsetto ha le maniche stratagliate (crevés), termina con due falde sagomate e separate ed è impreziosito sul petto da una fila di bottoni. La camicia si intravede tra gli spacchi delle maniche e tre cordoncini fuoriescono dalla parte bassa del farsetto. I calzoni scendono lunghi fino al polpaccio, ma sono trattenuti sotto al ginocchio da un nastro annodato lateralmente. Gli stessi bottoni del farsetto ritornano sul ricamo di passamaneria ai lati della gamba. I calzoni si infilano in larghi stivali a imbuto che coprono tutte le calze. Al collo un alto doppio colletto lavorato in pizzo. Con l’espressione mode en dentelle ci si riferisce al carattere eccentrico delle guarnizioni dei gentiluomini francesi del Seicento: immancabili sono i guanti da moschettiere, detti gauntlet; la budrière, il cinturone di cuoio ricamato portato a tracolla per reggere la spada; il mantello à la Balagnie, modello corto con collo rovesciato, poggiato solo sulla spalla sinistra e assicurato al corpo da cordoni sottostanti; il cappello di feltro, a tesa larga e sempre piumato. Infine, i capelli sono lunghi fino alle spalle e accuratamente arricciati. I baffi sono lunghi e voltati all’insù e la barbetta è portata corta e a punta.
Fonti: Ranieri Varese, Grazietta Butazzi, Storia della moda, Bologna 1995, p. 124; Lina Mondini Lugaresi, Moda e costume, Torino 1964, p. 98-99; Giorgio Marangoni, Evoluzione storica e stilistica della moda, dal secolo del barocco all’eclettismo degli stili, Milano 1985, p. 49.
Clara Pellegris