Data: 1934
Tecnica: Collage
Collocazione
Collezione privata
Autore
Max Ernst (Brühl 1891 – Parigi 1976)
Soggetti
Tournure (o sellino), Corpetto, Gonna, Guanti, Velo, Gala, Strascico, Grembiule

Descrizione
L’assenza di didascalie nel terzo quaderno del romanzo Una settimana di bontà o I sette elementi capitali, dà origine alla sequenzialità plasticamente narrativa de La corte del drago e convoca il lettore ad essere spettatore dello sconvolgimento quotidiano degli incantevoli ambienti borghesi. Un’enigmatica creatura con testa d’uccello, allunga il proprio corpo titanico in primo piano, mentre la futura moglie con occhi bassi e viso assorto si prepara al faustissimo evento. Nessuno ha ancora visto la cristologica messa a morte della misconosciuta damigella alle loro spalle, nella quale si manifesta ereticamente il simbolismo nuziale. L’immagine costituisce la cronaca particolareggiata della pragmaticità che la severa pompa vuole imprimere alla veste nuziale. E che guida la figura femminile ad avvolgersi nei panneggi di faglia francese a tournure. La sposina protagonista indossa un accollato completo composto da corpetto e gonna in batista di cotone bianco con maniche e morbidi guanti lunghi fino ad oltrepassare il gomito. La vita stretta è segnata anteriormente da un grande fiocco di seta piatto. Motivi di arricciature, decorazioni di gale, pieghe e pizzo vanno ad adornare la sopragonna trattenuta sul dietro. Lo strascico, lunghissimo, termina ai piedi della vaporosa nuvola di velo in tulle che attende di essere fissato sulla sommità della nuca “alla israelita”, in modo che scenda davanti sulla persona fino alla vita. Ornamento gentile i fiori d’arancio, veri o realisticamente imitati in cera, sono appuntanti in forma di mazzetti sulle maniche e disposti come piccola corona sul capo dalla cameriera in grembiule bianco, addetta al servizio personale della signora.