Dimensioni: 107 x 135,5 cm
Data: 1867
Tecnica: Olio su tela
Collocazione
Galleria di Piazza Scala, Milano
Autore
Gerolamo Induno (Milano 1825 – Milano 1890)
Soggetti
Calze, Camicia, Corpetto, Cuffia, Culottes, Giustacuore, Gonna, Guanti, Jabot, Merletti (pizzi o trina), Panciotto (gilet), Parrucca, Scarpetta (scarpina), Sottogonna (sottoveste), Tricorno, Ventaglio, Scialle

Descrizione
All’interno di una sala decorata con stucchi dorati e arazzi, il pittore raffigura un insegnante di ballo che si appresta a condurre la propria lezione a due giovani donne, mentre una terza li osserva seduta e un domestico si avvicina al tavolo per lasciare una bevanda; una quarta figura femminile fa infine capolino oltre il paravento posto contro la finestra. Quest’opera ottocentesca è una rilettura dell’abbigliamento in voga nel XVIII secolo, infatti, come si può notare, tutte le persone qui raffigurate indossano abiti di foggia settecentesca: l’insegnante porta un giustacuore nero, dotato di grandi bottoni dorati, lasciato aperto in modo da mettere in risalto il panciotto sottostante. Sotto quest’ultimo si indossava anche la camicia, di cui si vedono le estremità emergere dai polsi del giustacuore; al collo vi è lo jabot. La parte inferiore del corpo è coperta da culottes nere che terminano all’altezza del ginocchio, dove sono strette con dei bottoni. Il resto della gamba è coperto dalle calze bianche, mentre ai piedi calza delle scarpe nere con tacco e fibbia ornamentale. Infine, sulla testa porta una parrucca incipriata e, appoggiato sul divano, si scorge il tricorno. Le stesse fogge caratterizzano anche l’abbigliamento del domestico. La ragazza accanto al maestro indossa un abito verde scuro decorato a motivi floreali, caratterizzato da un corpetto aderente e una profonda scollatura mitigata appena dal lembo superiore della camicia a maniche corte, portata al di sotto. Nel Settecento, la gonna era resa voluminosa grazie all’utilizzo di sottovesti inamidate oppure di strutture rigide realizzate con stecche di balena o di bambù; in questo caso, la gonna è rialzata ai lati e fermata con dei fiocchi, in modo da lasciare vedere la sottogonna che termina all’altezza della caviglia, mostrando così la scarpina bianca. La mise è completata da un nastrino attorno al collo e da una pettinatura riccia e incipriata, con boccoli che scendono a toccare le spalle. La donna accanto a lei indossa un vestito simile, mentre quella seduta in poltrona porta un abito con maniche lunghe fino al gomito e aperto sul davanti, in modo da dare maggior risalto alla gonna arancione sottostante. La parrucca di ricci è ornata con fiocchi dello stesso colore della gonna e la mano destra, che sorregge il ventaglio, è coperta da un guanto in pizzo nero. Dietro di lei, la ragazza nascosta dal paravento porta un abito blu, sopra il quale indossa uno scialle nero; infine, sui corti ricci porta una piccola cuffia in tinta con l’abito.
Fonte: J. Anderson Black e Madge Garland, Storia della moda, Novara 2001, pp. 204-225.
Sara Volpi
Elisabetta De Toni