Dimensioni: 119,4 x 92,7 cm
Data: 1823
Tecnica: Olio su tela

Collocazione
Metropolitan Museum of Art, New York

Autore
Jean-Auguste-Dominique Ingres (Montauban 1780 – Parigi 1867)

Soggetti
Anello, Catena d’oro, Cintura, Corpetto, Gala, Maniche a palloncino, Orecchini, Scialle

Descrizione
Il ritratto raffigura la signora Françoise Poncelle, consorte di Jacques-Louis Leblanc e dama di compagnia della granduchessa di Toscana, nonché sorella di Napoleone, Elisa Baciocchi. La donna indossa un elegante abito nero la cui linea è caratteristica di quel periodo di passaggio tra lo stile neoclassico, in voga negli anni precedenti, e il nuovo stile romantico che va delineandosi. Il vestito mostra ancora una vita segnata relativamente alta, qui sottolineata da una cintura tono su tono, e un’ampia scollatura ovale con le maniche a palloncino attaccate basse. Le braccia, altrimenti completamente nude, sono invece avvolte in un’ulteriore manica confezionata in finissimo tessuto trasparente su cui sono applicate delle gale nere all’altezza del polso. La lunga catena d’oro che scende sul corpetto plissettato porta appeso un prezioso orologio dotato di fermaglio che permette di fissarlo alla cintura. Oltre alla catena, la signora Leblanc sfoggia anche due anelli d’oro e dei discreti orecchini di brillanti. In contrasto con il colore scuro dell’abito è il grande scialle dai toni brillanti e motivi floreali stilizzati, un accessorio già diffuso nel periodo neoclassico e ancora di gran moda in quello romantico, che le signore avvolgono con sapiente civetteria attorno alle braccia. In particolare si possono inoltre notare delle piccole “E” che decorano lo scialle in onore della granduchessa Elisa. Infine, nascosta dalla mano sinistra vi è una preziosa borsetta nera. La pettinatura si caratterizza per una ciocca di capelli raccolta sulla sommità del capo e dei morbidi boccoli ricadenti sulle tempie; all’acconciatura si aggiunge infine un tocco di eleganza dato dal fiocco nero.

Fonte: Rosita Levi Pisetzky, Storia del costume in Italia, Vol. V, Milano 1964, pp. 111-159.
Sara Volpi