Dimensioni: 81,5 x 115,3 cm
Data: 1513-1516
Tecnica: Olio su tavola
Collocazione
Accademia Carrara, Bergamo
Autore
Lorenzo Lotto (Venezia 1480 – Loreto 1556/1557)
Soggetti
Giornea, Mantello, Pellanda (houppelande), Camicia, Fusciacca, Sandalo, Gonnella (vestina), Camora, Calzebrache, Turbante, Soggolo
Opere correlate
Pala Martinengo (particolare), San Domenico resuscita Napoleone Orsini, Pala Martinengo (particolare), San Domenico resuscita Napoleone Orsini

Descrizione
Il pannello della deposizione di Cristo nel sepolcro era originariamente al centro, insieme agli altri due pannelli della lapidazione di santo Stefano e quella di san Domenico che resuscita Napoleone Orsini, della predella della pala Martinengo eseguita originariamente per l’altare maggiore della chiesa dei santi Stefano e Domenico di Bergamo. L’uomo che sta a sinistra della scena indossa una corta giornea di colore giallo acceso, legata in vita da una fusciacca. Sopra alla giornea porta un mantello corto e azzurro legato al collo, mentre ai piedi porta dei sandali di cuoio. L’altro uomo di spalle, che sta aiutando ad appoggiare Cristo nel sepolcro, indossa una pellanda arancione, con le maniche lunghe ad ala, fermate però in vita dalla fusciacca bianca. Dagli spacchi delle maniche fuoriesce una camicia bianca dalle maniche corte e a sbuffo. In testa indossa una foggia di turbante. Di fronte a questa figura troviamo la Madonna, presa da un disperato dolore, vestita in modo molto semplice: indossa una gonnella rossa con maniche attillate. Sul volto porta il vescapo, ovvero un lungo mantello blu legato al collo che si porta sul capo. Inginocchiata ai piedi del sepolcro c’è la figura più interessante della rappresentazione dal punto di vista del costume: indossa una giovanile camora con maniche a sbuffo, legate all’abito da laccetti, dalle cui finestrelle fuoriesce ampiamente la camicia. Il corpetto dell’abito è di colore giallo mentre la gonna è di un rosso vivo, ampia e lunga. Da notare che la donna, presa dalla disperazione, buttandosi in ginocchio ha perso la scarpa rossa dietro di lei. L’ultima figura a destra è vestita di una gonnella dal corpetto rosso e la gonna blu, con maniche attillate. Sopra porta due tipi di mantelli, un vescapo rosa e un mantello senza cappuccio azzurro. Sotto di essi indossa un bianco soggolo. Infine, ci sono delle altre figure in secondo piano: un uomo con corazza e calzebrache gialle che indossa anche un berretto giallo e scarpe marroni. Egli sta chiamando altri uomini dietro di lui vestiti con tuniche bianche, mantelli bianchi e copricapi a foggia di turbante.
Fonti: Lorenzo Lotto, a cura di G.C.F. Villa, Cinisello Balsamo 2011, p. 112; B. Berenson, Lorenzo Lotto, a cura di L. Vertova, Milano 2008, p. 58; M. Sorelli, Gli enigmi di Lorenzo Lotto, Bergamo 2011, p. 12; R. L. Pisetzky, Storia del costume in Italia, Vol. III, Milano 1964, p. 246; G. Mafai, Storia del costume dall’età romana al Settecento, Ginevra 2011, p. 197; J. A. Black e M. Garland, Storia della moda, a cura di M. Cortini, Novara 1984, p. 134.
Giulia Buttazzoni