Dimensioni: 61 x 49,5 cm
Data: 1746
Tecnica: Olio su tela
Collocazione
Metropolitan Museum of Art, New York
Autore
Pietro Longhi (Venezia 1701 – Venezia 1785)
Soggetti
Pettorina, Tabarro, Camicia, Panier, Velo, Guanti, Ventaglio, Busto, Manicotto, Scarpetta (scarpina), Tricorno, Sovrammanica, Raso di seta, Bautta, Larva

Descrizione
Il dipinto di Pietro Longhi è un nitidissimo documento della gioiosa e spensierata vita intima della ricca aristocrazia veneziana del Settecento. Nel XVIII secolo la Laguna conosce infatti uno splendore senza precedenti: feste e danze, balletti e spettacoli teatrali, partite di carte e gioco d’azzardo, pomeriggi civettuoli e serate galanti. Eventi mondani che imponevano a uomini e donne di un certo rango sociale un’etichetta stilistica ben precisa. La bella patrizia al centro della tela è riccamente abbigliata e sfoggia un abito del tutto simile all’andrienne parigina. Le decorazioni sono minute, delicate, capricciose, e i colori sempre molto tenui, chiari e uniti. L’ampiezza monumentale della gonna è ottenuta grazie ai cerchi di vimini del panier − imperativo della moda Rococò − sempre più larghi rispetto a quelli della Reggenza, e inutilmente combattuti dalle leggi suntuarie. Il busto, strettissimo in vita e coperto da una pettorina floreale dai colori pastello, solleva il seno e lo mostra dallo scollo profondo. Una larga sovrammanica è cucita sulla manica a tre quarti e si apre sulla camicia che esce svolazzante. La manica destra è invece coperta da un manicotto di pelliccia. Minuti ma irrinunciabili i dettagli: un paio di guanti; un ventaglio con ricami a punto di Burano (veri capolavori di abilità artistica); lo zendà, il velo in raso di seta nera poggiato sulla nuca, lasciato lungo sulla schiena e vietato alle donne di modeste condizioni; le scarpette in raso bianco con nastrini e fettuccine rosa cipria, ingentilite nella forma rispetto al secolo precedente. Un corredo molto minimalista, ma quasi obbligatorio. Immancabili nelle scenette del Longhi, le figure incappucciate sotto tabarri e tricorni neri si celavano sempre ricchi patrizi veneziani. L’esasperato spirito mondano e salottiero permetteva anche questo. Il volto è sempre coperto da una mezza mascherina bianca soprannominata larva, perché dava un aspetto spettrale a chi la indossava; e la testa è avvolta nella bautta, una mantellina rotonda di merletto nero con cappuccio di seta, che lascia scoperto solo il volto. Per una curiosa convenzione universalmente rispettata, chi passeggiava per le calle veneziane vestito e coperto in questo modo era considerato in incognito.
Fonti: Giorgio Marangoni, Evoluzione storica e stilistica della moda, dal secolo del Barocco all’eclettismo degli stili, Milano 1985, pp. 115 e 117; Rosita Levi Pisetzky, Storia del costume in Italia, Vol. IV, Milano 1964, figura 185.
Clara Pellegris