Dimensioni: 51,2 x 97,1 cm
Data: 1516
Tecnica: Olio su tavola
Collocazione
Accademia Carrara, Bergamo
Autore
Lorenzo Lotto (Venezia 1480 – Loreto 1556/1557)
Soggetti
Braghetta, Calzebrache, Camicia, Farsetto (giubbetto, zupone), Scarpa a muso di bue

Descrizione
Lorenzo Lotto riempie la scena di personaggi abbigliati, fasciati in aderentissimi indumenti, denudati, armati, incappucciati, appena coperti da un panno. Ma i due giustizieri al centro, pronti a colpire e sbeffeggiare il Santo, indossano completi tipici della moda italiana tardo quattrocentesca. La foggia è di derivazione lanzichenecca, l’ordine mercenario istituito da Massimiliano I nel 1487. L’atteggiamento volgarmente esibizionista dei militari tedeschi affascina i signori italiani, che non esitano a imitarne le linee, i colori variopinti e le misure ridotte (Baldassare Castiglione nel suo “Cortegiano” accenna alla “troppa piccolezza” del vestire tedesco). Il farsetto ha l’aspetto di uno zupparello, tanto corto da raggiungere a malapena la vita, con un profondo scollo che si apre sulla camicia, la quale copre appena il petto, e dalle larghe maniche gonfiate a dismisura sulle spalle e sul braccio. Il personaggio di sinistra, inclinato verso il Santo con la berretta rossa e armato di lancia, indossa un paio di attillatissime calzebrache. La figura di destra, dagli spettinati ricci biondi, ne indossa invece un paio a bande gialle e bianche e strette al ginocchio, formando così dei cosciali incisi. La vistosa braghetta è annodata e infiocchettata nella zona pelvica, accentuando gli attributi maschili. Ai piedi, un paio di scarpe a muso di bue, appena appena solate sotto la pianta e allacciate sul dorso.
Clara Pellegris