Dimensioni: 122 x 96,5 cm
Data: 1552
Tecnica: Olio su tela
Collocazione
–
Autore
Giulio Licinio (Venezia 1527 – Venezia 1591)
Soggetti
Robone, Camicia, Farsetto (giubbetto, zupone), Stratagliata (crevé, trinciato), Schaube, Guanti

Descrizione
Il gentiluomo indossa un esemplare di robone foderato di pelliccia, conforme alla foggia dell’epoca. Il colletto della camicia spunta leggermente dal farsetto, caratterizzato da tagli decorativi di origine militare (crevé). Il figlio è abbigliato con due tra i più diffusi capi rinascimentali: farsetto e schaube. Il primo si intravede completamente abbottonato sotto la sopravveste, che presenta dei laccetti che la tengono legata sul petto. Le maniche rosse risaltano e creano un contrasto netto con il resto dell’abito. Così nella predominanza di toni austeri e scuri emerge una tinta che rimanda alla moda italiana di inizio secolo, quando colori robusti e profondi dominavano le vesti. Infine il fanciullo indossa un paio di guanti, elemento spesso presente nell’abbigliamento signorile degli uomini nel Cinquecento.
Fonti: R. L. Pisetzky, Storia del costume in Italia, Vol. III, Milano 1964, pp. 134, 145, 166; L. Vertova, Giulio Licinio, in I Pittori Bergamaschi dal XIII al XIX secolo. Il Cinquecento II, Bergamo 1976, pp. 558-559; J. Laver, Moda e costume: breve storia dall’antichità a oggi, Milano 2003, p. 89; G. Mafai, Storia del costume dall’età romana al Settecento, Milano 2011, p. 239; M. Capella, Iacopo Palma e la moda italiana del Rinascimento, Bergamo 2015, pp. 34, 40.
Alina Gherardi