Dimensioni: 163 x 225 cm
Data: 1656
Tecnica: Olio su tela
Collocazione
Collezione privata
Autore
Francesco Paino, Monsù ( – )
Soggetti
Budrière, Pettorina, Camicia, Corpetto, Gala, Grembiule, Cappello alla Rubens (alla Rembrandt), Collana, Perle, Velluto broccato

Descrizione
I tre bambini a sinistra del dipinto indossano tutti l’abito unisex, lungo e sciolto, della prima infanzia; il più piccolo ha, sulla veste bianca broccata a minuti motivi di semi in oro, un grembiule bianco con pettorina; nei due maggiori, l’appartenenza al genere maschile è dichiarata dal cappello piumato e dal colletto a punte, allacciato da cordoncini finiti da nappe; il più grande presenta un ulteriore elemento, indubbio attributo della virilità: il bel budrière ricamato in oro filato che gli attraversa il petto; la sua veste, come quella del fratellino in rosso, è interamente abbottonata con bottoni dorati; per entrambi i bambini, le ampie maniche della camicia si concludono con alti polsini inamidati, con nastri neri legati a fiocco; l’abito del più piccolo presenta una serie di nastri a fiocco applicati in vita, elemento particolarmente alla moda dalla metà del secolo; l’abito della bambina più grande, strutturato con il corpetto molto aderente concluso con una punta davanti che si collega alla gonna increspata, presenta – a confermare la rispondenza con la moda diffusa dal secondo quarto del secolo – la scollatura orizzontale, da spalla a spalla, cui si collega il bavero ricamato, costituito da un unico bordo; anche la collana di perle, a due giri, segue l’andamento in orizzontale della scollatura; la stessa impostazione è assunta dalla pettinatura, molto gonfia ai lati, con i riccioli che scendono sulle spalle; da ciascuna spalla, all’attaccatura delle maniche, scende uno stretto pannello di tessuto, della lunghezza dell’abito; insolito ornamento, a questa data, nella moda adulta, è invece spesso ancora inserito negli abiti infantili, utilizzato come ‘danda’ per guidare il cammino ancora incerto dei piccoli.
Fonte: Grazietta Butazzi, in Francesco Frangi e Alessandro Morandotti (a cura di), Il ritratto in Lombardia da Moroni a Ceruti, Milano 2002, p. 228.
Elisabetta De Toni