Dimensioni: 218 x 132 cm
Data: 1687
Tecnica: Olio su tela
Collocazione
Ca’ Granda, Milano
Autore
Andrea Porta (Milano 1656 – Milano 1723)
Soggetti
Calzoni, Rabat, Mantello, Camicia

Descrizione
La particolare forma del colletto si riferisce a una tipologia che segna il passaggio da bavero piatto, allargato sulle spalle, affermato negli anni venti-trenta del Seicento, alla cravatta attestata nel guardaroba maschile dall’inizio dell’ottavo decennio. Nel ritratto il bavero, che non gira attorno al collo e si restringe ai lati allungandosi sul davanti, corrisponde a modelli venuti di moda intorno alla metà del secolo, determinati dall’uso di portare i capelli lunghi sul collo. Il ritratto mostra l’attardarsi, nella tradizione lombarda, dell’uso del nero, che nella seconda metà del Seicento contraddistingue in Europa i paesi di religione riformata. Anche qui viene data ampia evidenza alla qualità della biancheria in vista e al suo immacolato candore, che si pone come parametro di rigore morale. L’ampio mantello non svela la forma degli indumenti, a parte gli ampi calzoni chiusi sotto il ginocchio, collocabili nel quadro dell’eccentricità barocca che investe questo elemento vestimentario tra gli anni sessanta e settanta del secolo successivo per le generazioni più anziane o per abbigliamenti relativi a cariche pubbliche. Le scarpe a punta molto squadrata, la cui moda percorre quasi tutto il secolo, registrano una forte ripresa negli ultimi decenni; le fibbie – qui finemente lavorate, e probabilmente in argento dorato – sostituiscono le ‘rose’ di nastri a iniziare dagli anni sessanta e settanta.
Fonte: Grazietta Butazzi, in Francesco Frangi e Alessandro Morandotti (a cura di), Il ritratto in Lombardia da Moroni a Ceruti, Milano 2002, p. 184 e p. 274.
Elisabetta De Toni