Dimensioni: 238 x 149 cm
Data: 1701
Tecnica: Olio su tela

Collocazione
Museo Nacional del Prado, Madrid

Autore
Hyacinthe Rigaud (Perpignan 1659 – Parigi 1743)

Soggetti
Parrucca allonge (o alla sovrana), Scarpetta (scarpina), Gala, Fusciacca, Guanti, Jabot, Calze

Descrizione
Ritratto sullo sfondo di un campo di battaglia, il monarca francese Luigi XIV posa a figura intera, fiero pieno di sé, sfoggiando una lucente armatura brunita. Nel Settecento gli abiti militari diventano vere e proprie uniformi da parata, che non hanno nulla da invidiare agli elegantissimi costumi di corte. Dettagli frivoli e colorati molto ricercati, ma sicuramente poco adatti a una battaglia, decorano infatti l’armatura: le due pettorine ad aletta e i cosciali di acciaio sono profilati da strisce di tessuto rosa; i guanti bianchi hanno spacchetti ai polsi e uno jabot di pizzo è annodato al collo. Di gusto cortigiano anche le accollate scarpette, dalla punta squadrata e dal tacco molto alto e largo. L’unico particolare militaresco, il tallone speronato. La scarpa è abbinata a un paio di calze nere con inserti dorati che salgono lungo la coscia. Forte è poi la retorica del potere regio che traspare dal ritratto: il nastrone azzurro che cinge il petto è un omaggio all’Ordine di Saint-Esprit cui il sovrano appartiene, i gigli dorati incisi sui gomiti e sulle ginocchia sono il simbolo araldico dei Borboni, e la mano destra impugna un bastone di comando e poggia su un elmo dismesso. Non passa certo inosservato l’enorme parruccone alla sovrana (“l’espressione più barocca del barocco”). Il pittoresco effetto decorativo è raggiunto grazie alla profusione di ciocche inanellate, tenute alte sulla fronte e divise da una bizzarra e profonda scriminatura. Sul retro, un fiocco nero lega morbidamente i boccoli che scendono lungo la schiena. Per dare un tale risalto alla parrucca, i parrucchieri di Versailles impongono la rasatura completa delle guance e del volto.

Fonte: Rosita Levi Pisetsky, Storia del costume in Italia, Vol. IV, Milano 1964, p. 239.
Clara Pellegris