Data: 1519
Tecnica: Affresco

Collocazione
Cattedrale di Santa Maria Assunta, Cremona

Autore
Gerolamo Romani, il Romanino (Brescia 1484 ca. – Brescia 1566 ca.)

Soggetti
Acconciatura alla capigliara, Berretta, Braghetta, Calze, Camora, Cappello, Coletto (colletto), Saio(saglio, saione), Scarpa a zampa d’orso, Robone

Opere correlate
Ecce Homo

Descrizione
Romanino, incaricato di rappresentare la flagellazione di Cristo, ambienta la scena biblica in un contesto rinascimentale, testimoniato dagli abiti indossati dai personaggi rappresentati. L’uomo al lato sinistro dell’affresco veste un saione scaccato in bianco e marrone dorato, una foggia tipica nell’abbigliamento maschile fra la prima e la seconda decade del Cinquecento. Il capo si compone di un pettino largo, maniche ampie e una falda a pieghe che raggiunge il ginocchio, sotto a cui sono indossate delle calze marroni. Dal saione emerge la camicia bianca, caratterizzata da un colletto che arriva ad avvolgere la base del collo. In mano l’uomo stringe un ampio cappello piumato. Il personaggio che accompagna Cristo davanti a Pilato testimonia la moda delle vesti accoltellate, come si nota chiaramente dalle calze indossate fin sopra ai pantaloni, di foggia bizzarra: mentre sulla gamba sinistra la calza è fissata sopra al ginocchio, su quella destra dei lembi accoltellati di stoffa arrivano a cingere la gamba fino all’inguine, coprendo le braghe, lunghe al ginocchio, caratterizzate da un’imbottitura che marca delle bande orizzontali. Sopra all’armatura, che copre interamente le braccia, è indossato un coletto di panno bianco, dalle cui falde emerge la braghetta. In testa l’uomo sfoggia un cappello a tesa moderatamente ampia, ornato di piume di struzzo, che sembra completare in modo più frivolo una mise dal carattere militare. Ai piedi l’uomo porta le tipiche scarpe a zampa d’orso, le stesse che si notano ai piedi di molti dei personaggi rappresentati nell’affresco, compresi coloro che sono impegnati a flagellare Cristo. In alto, affacciati a una terrazza, un uomo e una donna osservano la scena, lui avvolto in un ampio robone di velluto rosso foderato di pelliccia e un berretto in capo, e lei con indosso la camora dal cui ampio scollo emerge la camicia bianca. Questa veste femminile si distingue in particolare per la manica elaborata, stretta a più riprese intorno al braccio per creare l’effetto di una successione di palloncini, fino al polso. Il capo della dama è ornato da una capigliara.

Fonte: Jane Bridgeman, I santi “gagliardi cavalieri”. Vesti e armature nell’iconografia dei Santi Faustino e Giovita, in Massimiliano Capella, Ida Gianfranceschini, Elena Lucchesi Ragni (a cura di), Ferramola e Moretto, Brescia 2004, pp. 65-67.
Elisabetta De Toni