Data: 1829
Tecnica: Olio su tela
Collocazione
Collezione privata
Autore
Giuseppe Tominz (Gorizia 1790 – Gradiscutta 1866)
Soggetti
Busto, Cintura, Collana, Corpetto, Orecchini

Descrizione
Nel periodo romantico l’abito si discosta dalle linee neoclassiche in voga fino agli inizi degli anni venti circa e va assumendo nuove caratteristiche: la vita ritorna al suo punto naturale e viene reintrodotto il busto che contribuisce a renderla ancora più sottile, unitamente all’utilizzo della cintura con fibbia che sottolinea maggiormente il vitino da vespa. Lo scollo ovale dell’abito è particolarmente ampio e corre da spalla a spalla, lasciando nuda la parte superiore del décolleté, mentre un colletto di fine tessuto trasparente ricopre la parte superiore del corpetto. Le maniche mostrano un rigonfiamento appena sotto la spalla che si ristringe poco sopra il gomito grazie all’utilizzo di laccetti, mentre riacquistano volume nella parte inferiore. Per quanto riguarda i gioielli, nel periodo romantico è di gran moda portare le parures; nel caso della donna qui ritratta essa è costituita da collana e orecchini, abbinati anche alla fibbia della cintura, realizzata con la stessa lavorazione e decorata con le stesse rosette che uniscono i grandi topazi della collana, con appesa una croce. L’acconciatura si caratterizza per i fitti boccoli ai lati del viso e i capelli avvolti in una treccia fissata sul retro, mentre sulla sommità sono lisci e pettinati con la scriminatura nel mezzo.
Fonti: Rosita Levi Pisetzky, Storia del costume in Italia, Vol. V, Milano 1964, tavola 65; J. Anderson Black e Madge Garland, Storia della moda, Novara 2001, pp. 252-261.
Sara Volpi