Dimensioni: 340 x 355 cm
Data: 1511
Tecnica: Affresco
Collocazione
Scuola del Santo, Padova
Autore
Tiziano Vecellio (Pieve di Cadore 1488/1490 – Venezia 1576)
Soggetti
Berretta piatta, Braghetta, Calzebrache, Catena d’oro, Farsetto (giubbetto, zupone), Mantello, Scarpa a zampa d’orso, Camora, Saio (saglio, saione), Scutella (en écuelle, kolbe), Robone, Escoffion
Opere correlate
Miracolo del bicchiere di vetro

Descrizione
Questo immenso affresco, realizzato da Tiziano in soli tredici giorni, inaugura il ciclo delle storie dedicate ai Miracoli di Sant’Antonio da Padova. La folla, incuriosita e radunata attorno al Santo inginocchiato, sfoggia abiti e costumi tipici del Rinascimento italiano. Il secondo uomo da sinistra, in primo piano con le gambe divaricate, indossa un costume molto disinvolto e variopinto: sotto un grande mantello bianco a due strati, poggiato su una sola spalla e avvicinato al corpo con la mano opposta, spicca un farsetto verde cortissimo, dalle maniche eccessivamente gonfie sul braccio e fascianti sull’avambraccio. Essendo il farsetto così corto, le aderentissime calzebrache salgono fin sopra la vita, allacciandosi al farsetto. Il contrasto di colori è tipico della moda rinascimentale e gli uomini non esitano a sbizzarrirsi: la gamba sinistra è infatti giallo ocra, la gamba destra a strisce gialle e rosse. Nel Cinquecento l’esibizione della propria virilità diviene quasi un’ossessione: braghette sempre più appariscenti e voluminose sono cucite alle calzebrache. La punta squadrata delle scarpe scure non lascia alcun dubbio. Si tratta di un paio di scarpe a zampa d’orso. La berretta piatta in feltro rosso è decorata da un piccolo nastrino ed è poggiata sui capelli tagliati alla paggio. L’ultimo uomo sulla destra, il padre del bimbo miracolato, indossa una variante tutta italiana della schaube nord-europea: è un robone dalla linea lunga e dritta, con il colletto bordato di pelliccia. E proprio come i grandi signori del Nord Europa, anche il gentiluomo italiano la indossa con una catena d’oro. Questa sopravveste è sempre abbinata a un saione scuro che scende fin poco sopra le caviglie. Chiude l’affresco la figura imponente della donna in rosso, che indossa una camora dalla scollatura quadrata sulla schiena, con cuciture verdi e ricami sull’orlo basso. I capelli sono raccolti in una lunga reticella di stoffa.
Fonte: Jane Bridgeman, Dates, Dress, and Dosso: Some Problems of Chronology, in Luisa Ciammitti, Steven F. Ostrow, Salvatore Settis, Dosso’s Fate: Painting and Court Culture in Renaissance Italy, Los Angeles 1998, p. 181.
Clara Pellegris